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Collecchio
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mwiqCollécchio (mwigColèccmwiw' in mwjadialetto parmigianocite-ref-5[5]cite-ref-6[6]) è un mwlqcomune italiano di mwlg14 911 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwmwprovincia di Parma in mwnaEmilia-Romagna. Fa parte dell'mwnqUnione Pedemontana Parmense, di cui è il capoluogo.
Contents
• Storia
• Simboli
• Società
• Cultura
• Musei
• Economia
• Cinema
• Musica
• Sport
• Baseball
• Calcio
• Ciclismo
• Note
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Geografia fisica
Collecchio sorge sulla riva destra del mwoqfiume Taro, a una decina di chilometri a sud-ovest di mwogParma, cui è collegato attraverso la mwowstrada statale 62 della Cisa e la mwpalinea ferroviaria Parma-La Spezia.cite-ref-marcheselli-104-7-0[7]
Il territorio comunale è quasi totalmente pianeggiante, a eccezione della zona collinare su cui si trova una porzione del centro di Collecchio, sviluppata attorno alla mwqgpieve di San Prospero. Dal margine sud-ovest dell'abitato si sviluppa il mwqwparco naturale regionale dei Boschi di Carrega, che prosegue nell'adiacente comune di mwraSala Baganza.cite-ref-marcheselli-104-7-1[7]
Origini del nome
La località era nota in epoca mwswaltomedievale col toponimo in mwtalingua latina mwtqColliculum, ossia "piccolo colle", in riferimento al rilievo su cui sorse il centro abitato.cite-ref-marcheselli-104-7-2[7]
Storia
Le più antiche tracce umane rinvenute nella zona risalgono al mwvaPaleolitico, ma i primi insediamenti sorsero probabilmente durante l'mwvqetà del bronzo, quando i mwvgTerramaricoli edificarono due villaggi palafitticolicite-ref-marcheselli-10-8-0[8]cite-ref-dall-aglio-392-9-0[9] al Torrazzo di mwxwMadregolo e sul Poggio di Collecchio.cite-ref-10[10]
In epoca mwzqromana si sviluppò, forse nella zona del Poggio, il centro di mwzgSustrina o mwzwSustizia,cite-ref-marcheselli-10-8-1[8]cite-ref-dall-aglio-392-9-1[9] importante per la collocazione lungo la prosecuzione della mwcavia Aemilia Scauri che, passando per mwcqmwcgForum Novum, univa Parma a mwcwLuni;cite-ref-11[11] l'insediamento, rivale della vicina città di Parma, fu raso al suolo nel 27 a.C. per volere dell'mweaimperatore mweqOttaviano Augusto.cite-ref-marcheselli-10-8-2[8]cite-ref-dall-aglio-392-9-2[9]
Dopo la mwgwcaduta dell'Impero romano d'Occidente, nella zona i mwhaLongobardi fondarono alcuni piccoli centri abitati, come testimoniato dal rinvenimento di alcune sepolture.cite-ref-marcheselli-104-7-3[7]
Già in epoca mwigaltomedievale la vicinanza con la mwiwvia Francigena, percorsa dai mwjapellegrini diretti dal mwjqNord Europa alla città di mwjgRoma, favorì l'edificazione della mwjwpieve di San Martino a mwkamwkqMecritulus e di mwkgquella di San Prospero a mwkwColliculum, oltre alla costruzione di numerosi mwlaxenodochi per viandanti.cite-ref-marcheselli-104-7-4[7]
Tuttavia, il primo documentocite-ref-12[N 1] che attesti l'esistenza di un nucleo abitato risale al 929, quando il territorio dipendeva direttamente dall'mwngautorità episcopale di Parma.cite-ref-13[12]
Il 5 aprile 989 l'mwpaimperatore del Sacro Romano Impero mwpqOttone III di Sassonia confermò i diritti su mwpgColiclo e su numerose altre terre del mwpwParmense al vescovo Sigefredo II, che nel 995 donò al mwqacapitolo della Cattedrale di Parma la mwqqcurte collecchiese, insieme a molte altre.cite-ref-dall-aglio-392-9-3[9]cite-ref-14[13]
La località fu menzionata anche nel 1028, nell'atto di vendita di numerose terre del Parmense da parte di Ildegarda, figlia di Oddone il Salico, alla mwswchiesa di San Pietro di mwtaParma, e nel 1068, nella donazione di un cospicuo numero di beni effettuata da Itta al capitolo della Cattedrale di Parma.cite-ref-dall-aglio-392-9-4[9]
Fu forse costruito nell'mwugXI secolo il castello di Collecchio, che, più che un maniero nel senso del termine, era probabilmente un palazzo comitale fortificato; l'edificio, sui cui resti sarebbe sorta nel mwuwXVI secolo la mwvavilla Paveri Fontana,cite-ref-marcheselli-10-8-3[8] fu menzionato in un documento del 1073, in cui il vescovo Everardo confermò alla badessa Berta del mwwqmonastero di San Paolo la proprietà di alcuni beni nella corte di Collecchio.cite-ref-dall-aglio-392-9-5[9]cite-ref-15[14]
Nel 1195 l'mwywimperatore del Sacro Romano Impero mwzaEnrico VI di Svevia confermò al vescovo mwzqObizzo Fieschi il possesso del feudo e lo stesso fece mwzgOttone IV di Brunswick nel 1210; tuttavia, anche il Comune di Parma vantava diritti sul luogo e un accordo fu raggiunto solo nel 1221,cite-ref-marcheselli-10-8-4[8]cite-ref-16[15]cite-ref-capacchi-258-17-0[16] in seguito all'intervento del mw2wpapa Onorio III, che assegnò al vescovo di Parma il potere su Collecchio, mw3aColorno, mw3qPoviglio, mw3gGualtieri, mw3wMontecchio, mw4aCastrignano, mw4qCorniglio, mw4gRigosa, mw4wVallisnera, mw5aBerceto, mw5qTerenzo, Pietrabalza, mw5gPietramogolana, mw5wCorniana e mw6aBardone.cite-ref-18[17]
Nel 1303 i mw7gRossi, da tempo proprietari di numerose terre nella zona di Collecchio, si rifugiarono in seguito alla loro cacciata da Parma nel loro mw7wcastello di Mancapane, posto sul Poggio. Nel 1305 le truppe parmigiane conquistarono il maniero, ma presto i Rossi contrattaccarono e ripresero possesso della fortificazione, con l'intenzione di spingersi a mw8aMontechiarugolo in aiuto di Giovannino Sanvitale. Tuttavia, mw8qGiberto III da Correggio intuì le loro intenzioni e si mosse rapidamente verso Collecchio, ove attaccò il castello, che, durante gli aspri scontri, fu distrutto, con pesanti conseguenze anche sul vicino borgo collecchiese.cite-ref-marcheselli-10-8-5[8]cite-ref-capacchi-258-17-1[16]cite-ref-dall-aglio-393-19-0[18]
Sorte analoga toccò nel 1325 al castello vescovile, che fu attaccato e raso al suolo dalle truppe dei mw-wPallavicino alleate del mwaqasignore di Milano mwaqeAzzone Visconti; nel 1335 i parmigiani lo ricostruirono, ma l'anno successivo gli mwaqiScaligeri lo assaltarono e lo distrussero nuovamente.cite-ref-marcheselli-10-8-6[8]cite-ref-capacchi-258-17-2[16]cite-ref-dall-aglio-393-19-1[18]
Il borgo di Collecchio, dipendente dal Comune di Parma, subì nel 1417 le scorrerie di mwaraAlberico II da Barbiano; per questo gli abitanti nel 1428 edificarono una bastia difensiva, ma il podestà di Parma Rolando Lampugnani la fece demolire per evitare che potesse cadere in mani nemiche.cite-ref-marcheselli-10-8-7[8]cite-ref-capacchi-258-17-3[16]cite-ref-dall-aglio-393-19-2[18] Nel 1449 la località fu interessata ancora da scontri tra mwar0Jacopo Piccinino, che, alleato dai parmigiani, si asserragliò a Collecchio, e mwar4Pier Maria II de' Rossi, che, alleato di mwar8Francesco Sforza, si stanziò nel mwasacastello di Felino.cite-ref-marcheselli-11-20-0[19]
Tornato nelle mani dei parmigiani, nel 1513 il feudo, insieme a quelli di mwasyTalignano e mwascPiantonia, fu conquistato dalla contessa di mwasgSala Baganza Beatrice Da Correggio, vedova di Niccolò Maria Quirico Sanvitale, suscitando proteste da parte degli abitanti e del Comune di Parma; dopo la morte della nobildonna nel 1520, nel 1522 il figlio Girolamo fu costretto a restituire le terre occupate ai legittimi proprietari e Collecchio rientrò sotto il controllo del Comune di Parma.cite-ref-dall-aglio-393-19-3[18]cite-ref-marcheselli-11-20-1[19]cite-ref-21[20]cite-ref-22[21]
Nei decenni seguenti i marchesi Prati, poi mwatoDalla Rosa Prati, iniziarono ad acquistare terre ed edifici a Collecchio, ove nel 1574 fecero costruire, sui resti del palazzo comitale, la loro villa estiva; si occuparono anche, in nome dei mwatsFarnese, di incarichi amministrativi sia in città che nel borgo.cite-ref-23[22] Nel 1777 furono insigniti da parte del mwauaduca mwaueFerdinando di Borbone dei diritti feudali su Collecchio, mwauiCollecchiello e Madregolo, che mantennero fino alla loro abolizione sancita da mwaumNapoleone nel 1805.cite-ref-marcheselli-11-20-2[19]cite-ref-dall-aglio-393-19-4[18]
L'anno seguente Collecchio divenne sede di Comune (o mwau0mairie), comprendente anche le frazioni di Collecchiello, Madregolo e mwau4Giarola.cite-ref-marcheselli-108-24-0[23] mwavmSan Martino Sinzano, comune autonomo istituito per decreto napoleonico, fu annesso nel 1866, perdendo parte del territorio a vantaggio dei comuni limitrofi di Parma e mwavqSan Pancrazio Parmense.cite-ref-25[24] mwavkGaiano e Oppiano, appartenenti a Sala Baganza, furono aggregate nel 1869,cite-ref-26[25] mentre mwav4Ozzano Taro, appartenente a Fornovo di Taro, fu unita solo nel 1894.cite-ref-marcheselli-108-24-1[23]cite-ref-dall-aglio-393-19-5[18]cite-ref-27[26]
Durante la mwawwseconda guerra mondiale, nel 1944 Collecchio subì in più occasioni le incursioni degli aerei mwaw0alleati, che causarono molteplici vittime; oltre al centro abitato, nel mese di luglio di quell'anno fu colpita la polveriera che sorgeva nei pressi di mwaw4Pontescodogna.cite-ref-28[27] Il paese fu liberato il 27 aprile 1945 grazie all'azione dei soldati dell'esercito brasiliano.cite-ref-29[28]
Simboli
Stemma
«
Di cielo
a tre colli di verde uscenti dal fianco sinistro dello scudo limitanti uno specchio d'acqua al naturale; ad un'
ombra di sole
nascente dal fianco destro dello scudo che è attraversato, in punta, dalla scritta "COLLICULUM". Nel cantone sinistro del capo tre stelle d'oro ordinate in fascia. Ornamenti esteriori da Comune.»
(Statuto comunalecite-ref-statuto-31-0[30])
Gonfalone
«Drappo d'azzurro, riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dello stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in argento: Comune di Collecchio. Le parti di metallo ed i cordoni saranno argentati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto del colore del drappo con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'argento.»
(Statuto comunalecite-ref-statuto-31-1[30])
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
Pieve di San Prospero
Edificata originariamente in stile mwaz4romanico lombardo verso la fine dell'mwaz8XI secolo, la pieve, posta lungo la mwaaaVia Francigena, fu ampliata nel mwaaeXIII secolo e parzialmente modificata nel mwaaiXV, nel mwaamXVI e nel mwaaqXVIII; nel mwaauXX secolo fu avviata una serie di lavori finalizzata a ripristinare l'aspetto romanico lombardo della chiesa, che comportarono nel 1912 la demolizione delle cappelle laterali cinquecentesche, nel 1922 l'edificazione della torre campanaria e nel 1935 la ricostruzione della facciata. Dell'edificio originario restano le absidi laterali e i pilastri con capitelli della navata centrale, mentre della ristrutturazione duecentesca rimangono l'abside rettangolare nel mezzo, la torre-tiburio, il portale d'ingresso e l'impianto basilicale a tre navate, coperte da quattrocentesche mwaayvolte a crociera; all'interno sono inoltre conservati la calcarea fonte battesimale romanica e un marmoreo bassorilievo raffigurante il mwaacBattesimo di Cristo, in stile mwaagbizantino, entrambi risalenti al XIII secolo.cite-ref-32[31]
Chiesa di San Martino a Madregolo
Edificata probabilmente nel mwabgXII secolo, dopo la distruzione della pieve di Garfagnana a causa di una rovinosa piena del fiume Taro, la chiesa mwabkromanica di mwaboMadregolo fu quasi completamente ricostruita in stile mwabsbarocco nel 1636, riutilizzando parte dei materiali dell'antico edificio. Il tempio conserva, murati negli spigoli del campanile, quattro capitelli raffiguranti gli mwabwEvangelisti, risalenti al XII secolo; all'interno sono inoltre presenti vari dipinti seicenteschi, settecenteschi e ottocenteschi, tra cui la mwab0pala rappresentante mwab4San Martino e il povero.cite-ref-33[32]cite-ref-34[33]
Chiesa di San Vitale a Lemignano
Menzionata per la prima volta nel 995, l'antica cappella di mwac4Lemignano fu abbattuta e ricostruita tra il 1837 e il 1838 in forme mwac8neoclassiche e infine fu restaurata intorno al 1960. La chiesa è internamente decorata con mwadaparaste mwadedoriche, mwadifregi e affreschi sulle mwadmvolte a botte della navata, delle quattro cappelle e del presbiterio absidato.cite-ref-35[34]
Chiesa di San Martino a San Martino Sinzano
Edificata originariamente entro il mwad8XIII secolo, la chiesa di mwaeaSan Martino Sinzano divenne sede parrocchiale soltanto alla fine del mwaeeXV; completamente ricostruita in stile mwaeibarocco nel 1753, fu successivamente restaurata nel 1959, nel 1983 e nel 2003. Al suo interno conserva due antichi dipinti di pregio, raffiguranti il mwaemSacro Cuore, realizzato da mwaeqDomenico Muzzi, e l'mwaeuAdorazione dei pastori.cite-ref-36[35]cite-ref-37[36]
Chiesa di San Nicomede a Giarola
Edificata originariamente in stile mwafuromanico all'interno della mwafycorte rurale medievale di Giarola, all'epoca appartenente al mwafcmonastero di San Paolo di mwafgParma, la chiesa fu menzionata per la prima volta in una donazione del 1045;cite-ref-38[37] modificata nel 1760 in stile mwaf0neoclassico, fu quasi completamente distrutta dai bombardamenti mwaf4alleati della seconda guerra mondiale; ricostruita nel 1950 nelle originarie forme romaniche, fu restaurata nel 2014. Il luogo di culto conserva della struttura originaria parte dei muri esterni, decorati con un motivo ad mwaf8archetti pensili in cotto; all'interno ospita alcune opere di pregio risalenti al mwagaXVII e mwageXVIII secolo.cite-ref-un-antico-centro-di-trasformazione-agro-alimentare-39-0[38]
Chiesa della Purificazione di Maria Vergine a Oppiano
Menzionata per la prima volta nell'mwag0XI secolo, la cappella mwag4romanica di mwag8Oppiano, affiancata da un monastero gestito dai mwahabenedettini dell'mwaheabbazia di Chaise-Dieu, fu affidata nel mwahiXVI secolo ai frati dell'mwahmabbazia di San Giovanni Evangelista di mwahqParma, che trasformarono in mwahugrancia la proprietà; distrutta da una rovinosa piena del Taro nella seconda metà del secolo, la chiesa fu ricostruita in forme mwahybarocche tra il 1754 e il 1762, su progetto dell'architetto Domenico Manfredi; divenuta succursale della moderna chiesa di Gaiano completata nel 1970, fu esternamente restaurata tra il 2004 e il 2008. Il tempio, caratterizzato dalla semplice mwahcfacciata a salienti intonacata, è internamente ornato con mwahglesene e affiancato da tre cappelle per lato; il presbiterio accoglie l'mwahkaltare maggiore ligneo del 1762 e uno stendardo risalente agli inizi del mwahoXVIII secolo.cite-ref-40[39]cite-ref-cirillo-godi-41-0[40]cite-ref-42[41]
Chiesa di San Pietro a Ozzano Taro
Menzionata per la prima volta nel 1141, la chiesa di mwai4Ozzano Taro fu completamente ricostruita in stile mwai8barocco tra il 1750 e il 1756; restaurata a più riprese, fu ristrutturata internamente nel 1964. Il luogo di culto conserva alcune opere di pregio, tra cui i dipinti raffiguranti la mwajaMadonna col Bambino e santi e il mwajeBattesimo di Gesù, risalenti al mwajiXVII secolo, e la mwajmMadonna dell'Umiltà, realizzata nel XVIII secolo.cite-ref-43[42]
Architetture militari
Castello di Collecchio
Costruito forse nell'mwajsXI secolo, l'edificio, benché noto come "castello di Collecchio", era probabilmente un palazzo comitale fortificato, eretto per volere dei mwajwvescovi di Parma quale presidio del borgo; menzionato per la prima volta nel 1073, nel 1325 fu raso al suolo dalle truppe dei mwaj0Pallavicino alleate dei mwaj4Visconti; ricostruito dai parmigiani nel 1335, fu nuovamente distrutto l'anno seguente dagli mwaj8Scaligeri; riedificato dai collecchiesi nel 1428 in forme di bastia difensiva, fu demolito per ordine del podestà di Parma e sui suoi resti fu costruita nel 1574 la mwakavilla Paveri Fontana.cite-ref-marcheselli-10-8-8[8]
Castello di Mancapane
Edificato probabilmente sul Poggio entro il mwakgXIII secolo, forse per volere dei mwakkRossi, il maniero nel 1303 fu scelto come rifugio dalla famiglia, in seguito alla sua cacciata da mwakoParma, ma fu distrutto nel 1305 da mwaksGiberto III da Correggio; in parte ricostruito, secondo la tradizione pochi anni dopo avrebbe ospitato per una notte mwakwDante Alighieri, che, lamentandosi del trattamento ricevuto, avrebbe rinominato l'edificio "castello di Mancapane" o "Manchapan"; abbandonato al degrado nei secoli successivi, durante la mwak0seconda guerra mondiale divenne la sede del comando locale delle truppe mwak4tedesche e fu per questo distrutto dagli mwak8alleati; i suoi ultimi resti furono demoliti nel 1963.cite-ref-marcheselli-10-8-9[8]cite-ref-44[43]
Castello di Madregolo
Donato nel 1081 da mwalsEnrico IV di Franconia alla mwalwDiocesi di Parma, il castello di mwal0Madregolo fu assegnato verso il 1400 al condottiero mwal4Ugolotto Biancardo e nel 1409 ai conti mwal8Sanvitale; acquisito dai mwamaTerzi nel 1421 grazie all'intervento di mwameFilippo Maria Visconti, fu successivamente abbattuto per ordine del Duca; ricostruito probabilmente nei decenni seguenti, fu forse successivamente distrutto da un incendio; secondo alcune ipotesi sui suoi resti fu edificata la corte dei Torrioni, ma secondo altre la fortezza originaria sarebbe sorta più a nord, lungo strada Castellarso, oppure in corrispondenza dell'odierno alveo del fiume Taro.cite-ref-45[44]cite-ref-46[45]
Architetture civili
Villa Paveri Fontana
Edificata nel 1574 sui resti del "castello di Collecchio", la villa mwanirinascimentale, residenza estiva del marchese di Collecchio Marcello Prati il seniore, fu probabilmente progettata dall'architetto mwanmGiovanni Boscoli, che si occupò anche del restauro dell'arco del Bargello d'accesso al parco; modificata nel 1631 con la sopraelevazione della torretta, nel 1687 e nel 1703 fu internamente decorata per volere dei marchesi mwanqDalla Rosa Prati con scenografici affreschi dai fratelli mwanuFerdinando e mwanyFrancesco Galli da Bibbiena, che ricostruirono anche la facciata in stile mwancbarocco e progettarono la monumentale fontana dei Tritoni posta al centro del cortile d'ingresso; ereditata alla fine del mwangXIX secolo dai marchesi Paveri Fontana, l'ampia tenuta, trasmessa nel mwankXX secolo ai conti Santucci Fontanelli, comprende inoltre l'antica corte a fianco della villa, con l'ex oratorio seicentesco intitolato alla mwanoCroce, dal 1976 sede della corale Collecchiese "Mario Dellapina"; accanto all'arco trionfale d'accesso sorge infine l'oratorio della Madonna di Loreto, costruito intorno al 1709 per volere della marchesa Fiorita Bajardi Prati.cite-ref-47[46]cite-ref-48[47]cite-ref-cirillo-godi-326-49-0[48]
Villa Soragna
Edificata in forme mwao4neoclassiche dalla famiglia Tarchioni agli inizi del mwao8XIX secolo, la villa, alienata nel 1900 al marchese Guido Maria Meli Lupi di Soragna, fu ristrutturata in stile mwapaliberty probabilmente dall'architetto mwapeAntonio Citterio; acquistata nel 1972 dal Comune di Collecchio, fu dapprima adibita a scuola elementare e, dopo un completo restauro effettuato nel 1997, a sede del centro culturale "Villa Soragna", della biblioteca comunale e di parte degli uffici comunali. Caratterizzata esternamente dal loggiato d'ingresso a sud e dall'alta torre adiacente, la struttura presenta al suo interno un salone interamente affrescato, destinato a stanza di lettura, oltre a vari ambienti utilizzati per esposizioni temporanee. Il vasto parco, intitolato all'antifascista Fortunato Nevicati, è aperto al pubblico e ospita un bar, spazi attrezzati e recinti per animali da cortile, oltre a una colonia di conigli nani in libertà.cite-ref-50[49]cite-ref-51[50]
Villa Ranza
Costruita nel mwapwXVII secolo dai conti Bondani, la villa fu acquistata agli inizi del mwap0XIX secolo dal conte Francesco Caimi; rivenduta nel 1809 al sacerdote Antonio Malpeli, che nel 1846 la fece decorare internamente a due studenti dell'mwap4Accademia di belle arti di Parma, fu ereditata nel 1872 dal fratello Giuseppe, il quale la trasmise prima al figlio Alfredo, indi al congiunto Giuseppe e infine al nipote Alfredo Ranza e a sua sorella. Sviluppata su una pianta rettangolare, la struttura, elevata su due livelli principali fuori terra oltre al sottotetto, presenta una simmetrica facciata intonacata, caratterizzata dalla presenza di un'alta base a mwap8scarpa e di un balcone centrale al primo piano. All'interno l'androne passante è ornato con affreschi settecenteschi raffiguranti dodici mwaqatelamoni in mwaqechiaroscuro, intervallati da scene campestri caricaturali eseguite nel 1846 da Luigi Castiglioni e F. Cornazzani; sui lati estremi, i due portali d'ingresso sono affiancati dalle finte statue del mwaqiXVIII secolo rappresentanti la mwaqmGiovinezza, la mwaqqVecchiaia, mwaquDiogene e la mwaqyFortuna; la mwaqcvolta a botte è dipinta sul contorno con una fascia ad mwaqgarchetti pensili a mwaqksesto acuto, mentre sulla sommità sono presenti le raffigurazioni settecentesche delle divinità dellmwaqo'mwaqsAurora e della mwaqwNotte. Sui fianchi si aprono altri due ambienti ornati con affreschi ottocenteschi: l'ex cappella, dipinta in sommità con una serie di nicchie contenenti le statue di santi e personaggi biblici, e una sala, decorata con due grandi pannelli raffiguranti la mwaq0Battaglia di Wagram e la mwaq4Battaglia di Austerlitz.cite-ref-52[51]cite-ref-cirillo-godi-326-49-1[48]
Villa Maria Luigia
Costruita sul Poggio tra il 1821 e il 1825 per volere del marchese Ercole Bergonzi, gran ciambellano di corte, la villa mwarkneoclassica ospitò in più occasioni la mwaroduchessa mwarsMaria Luigia e i suoi figli mwarwAlbertina e mwar0Guglielmo di Montenuovo; acquistata nel 1845 da Enrico Parasacchi, nel 1867 fu alienata dalla figlia a Giuseppe, Luigi e Domenico Baduini, dai quali passò nel 1895 ai due figli di quest'ultimo; ereditata nel 1946 da Luigi Alessandri, alcuni anni dopo fu trasformata in ristorante da Eugenio Ceci, mentre parte dal parco fu lottizzata per l'edificazione di una serie di abitazioni. La struttura, estesa su una pianta a T sul margine del rilievo collinare, presenta una simmetrica facciata a sud elevata su due livelli principali fuori terra scanditi da una fascia marcapiano, oltre agli scantinati; uno scalone a due rampe contrapposte conduce al portale centrale d'ingresso, delimitato da una cornice; all'interno, quattro sale presentano decorazioni ottocentesche sulle mwar4volte. Il parco, sviluppato in gran parte sul pendio, è accessibile attraverso due viali d'ingresso; il cancello a est, affacciato su via Circonvallazione Chiesa, è delimitato da due bassi edifici neoclassici, uno dei quali è affiancato da una torretta mwar8neogotica; il giardino, riccamente piantumato con alberi d'alto fusto, accoglie nella porzione pianeggiante a meridione della villa una fontana a pianta ellittica, con un delfino marmoreo al centro.cite-ref-53[52]cite-ref-54[53]
Villa Carra
Costruita nel mwasoXVII secolo probabilmente per volere dei marchesi Bergonzi, la villa fu ereditata nel 1877 da Virginia Bettoli, governante dell'ultimo marchese Enrico; passata al figlio Cornelio nel 1933, fu alienata nel 1945 a Edvige Carra, che rivendette a mwassCalisto Tanzi gran parte dei terreni circostanti, ove fu edificato uno stabilimento della mwaswParmalat. La struttura, sviluppata su una pianta rettangolare, presenta una semplice e simmetrica facciata intonacata, elevata su due livelli fuori terra; nel mezzo, preceduto da una breve scalinata centrale, è collocato il portale d'ingresso, sul luogo dell'originario porticato d'accesso a tre arcate a mwas0tutto sesto; all'interno l'androne, coperto da una mwas4volta, conduce all'alto salone, chiuso superiormente da un soffitto a mwas8cassettoni lignei.cite-ref-55[54]
Villa del Ferlaro
Costruita nei pressi di mwatsSala Baganza sul luogo di un preesistente casino di caccia tra il 1828 e il 1831, la villa mwatwneoclassica, commissionata all'architetto mwat0Paolo Gazola dalla mwat4duchessa di Parma mwat8Maria Luigia quale residenza estiva dei due figli mwauaAlbertina e mwaueGuglielmo di Montenuovo, fu contestualmente arricchita di un grande mwauigiardino all'inglese progettato da Carlo Barvitius, che la collegò al vicino mwaumCasino dei Boschi attraverso un viale di cedri; donata nel 1835 alla Camera ducale di mwauqParma, l'mwauuimmensa tenuta passò nel 1847 ai duchi mwauyBorbone e, dopo l'mwaucUnità d'Italia, ai mwaugSavoia, che nel 1870 la cedettero in gran parte all'ingegner mwaukSeverino Grattoni; alienata nel 1881 ai principi Carrega di Lucedio, fu successivamente frazionata tra gli eredi; acquistata nel mwauosecondo dopoguerra dall'imprenditore Renzo Salvarani, la villa del Ferlaro, circondata da un parco di 18 ettari, fu nuovamente rivenduta verso il 1980; completamente restaurata e adibita a sede per cerimonie, sfilate o manifestazioni, fu nuovamente messa in vendita nel 2016.cite-ref-56[55]cite-ref-57[56]cite-ref-58[57]
Villa Bertozzi a Collecchiello
Edificata a mwav4Collecchiello tra il 1818 e il 1822 per volere del marchese Ludovico Bergonzi sul luogo di un antico fabbricato eretto forse dai conti Carissimi in epoca remota, la villa mwav8neoclassica fu progettata secondo la tradizione dall'architetto mwawaPaolo Gazola o più probabilmente dall'architetto Gaetano Canevari; acquistata nel 1862 dall'imprenditore Agostino Campolonghi, alcuni anni dopo la sua morte il figlio Guido la rivendette all'industriale Arturo Magni, che la dotò di un impianto idrico ed elettrico all'avanguardia; alienata nel 1902 al conte Giovanni Anguissola Scotti, nel 1965 fu comprata dall'industriale mwaweAmilcare Bertozzi, che la fece ristrutturare dall'architetto mwawiLorenzo Mongiardino. La struttura, nota anche come villa Madonna degli Angeli, si sviluppa simmetricamente su tre corpi collegati da due ali ed è caratterizzata dalla monumentale facciata, al cui centro si apre un portico retto da colonne, su cui si imposta un loggiato a sostegno del mwawmfrontone triangolare di coronamento; all'interno il salone a doppia altezza dà accesso alla sala da pranzo, circondata da un colonnato mwawqcorinzio a pianta ellittica e coronata da una mwawucupola; intorno si estende il grande mwawyparco all'inglese, contenente, tra la boscaglia a ovest, un laghetto con grotta e imbarcadero.cite-ref-59[58]cite-ref-60[59]cite-ref-61[60]cite-ref-62[61]cite-ref-63[62]cite-ref-64[63]cite-ref-65[64]
Corte di Giarola
Costruita originariamente tra l'mway4VIII e il mway8IX secolo quale presidio fortificato per volere della casata del nobile mwazafranco Ingo, la struttura fu menzionata per la prima volta nel 1034 in un rogito; donata nel 1045 dai discendenti di Ingo al mwazemonastero di San Paolo di mwaziParma, fu trasformata dalle monache in una mwazmcorte rurale indipendente, dotata di abitazioni, stalle, caseificio, mulino e mwazqchiesa romanica interna; modificata e ampliata a più riprese nei secoli successivi, fu confiscata nel 1811 dal governo mwazunapoleonico e affittata a imprenditori agricoli; acquistata alla fine del mwazyXIX secolo dalla famiglia Montagna, fu adibita a fabbrica di conserva e caseificio con annesso allevamento di suini; danneggiata dai bombardamenti degli aerei mwazcalleati del 1945, fu in parte alienata nel 1957 all'imprenditore Ercole Azzali; caduta in degrado dopo la cessazione dell'attività industriale, nel 1998 fu comprata dall'mwazgEnte Parco Fluviale Regionale del Taro, poi Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale, che ne avviò i lavori di ristrutturazione adibendone una parte a propria sede; al suo interno il grande edificio ospita inoltre il mwazkMuseo del pomodoro, il mwazoMuseo della pasta, il Museo del Parco del Taro, il Teatro alla Corte, due sale convegni e un ristorante.cite-ref-66[65]cite-ref-un-antico-centro-di-trasformazione-agro-alimentare-39-1[38]cite-ref-67[66]
Aree naturali
Parco naturale regionale dei Boschi di Carrega
Istituito nel 1982 per bloccare la lottizzazione della vastissima tenuta del mwa1aCasino dei Boschi trasformata nel 1832 in mwa1egiardino all'inglese dal giardiniere Carlo Barvitius per volere della duchessa mwa1iMaria Luigia, il parco regionale si estende su una superficie di 2600 ettari sui primi rilievi mwa1mappenninici tra i territori comunali di Sala Baganza e Collecchio. Al centro, in prossimità della villa neoclassica, raggiungibile attraverso un viale rettilineo, il giardino monumentale presenta ampi prati alternati a boscaglie di alberi secolari; di fronte alla "Prolunga" e al "Casinetto" lo spazio è solcato da un vialetto, delimitato da ordinate siepi di mwa1qbosso. Il resto dell'ampio parco è caratterizzato dalla presenza di fitte boscaglie di alberature spontanee, che si mescolano alle piante monumentali scelte dal Barvitius; qua e là i boschi lasciano spazio ad ampie radure e ad alcuni laghetti artificiali, tra cui il lago delle Ninfee, il lago Svizzera e il lago delle Navette. Non lontano dalla villa, la faggeta di mwa1uMaria Amalia conserva l'omonima grotta tardo settecentesca voluta dalla Duchessa, originariamente arricchita da vasche e giochi d'acqua. Una serie di sentieri e di strade ad andamento rettilineo e curvilineo attraversa il parco, mentre ai suoi margini sono presenti due ampi parcheggi, uno in via del Conventino verso Collecchio e l'altro in via Case Nuove verso Sala Baganza.cite-ref-68[67]cite-ref-69[68]cite-ref-70[69]
Parco fluviale regionale del Taro
Istituito nel 1988, il parco si estende lungo il corso del mwa2ufiume Taro tra il mwa2yponte sul Taro della mwa2cvia Emilia e il centro abitato di mwa2gFornovo di Taro, su una lunghezza di circa 20mwa2k km, suddivisa tra i comuni di mwa2oParma, Collecchio e Fornovo di Taro sulla sponda destra, mwa2sMedesano e mwa2wNoceto su quella sinistra. L'area è caratterizzata dall'alternanza tra boschi, praterie, terreni coltivati e alcuni stabilimenti industriali, tra cui mwa20frantoi per l'estrazione della mwa24ghiaia dal corso d'acqua. Il parco è popolato da numerosi uccelli, alcuni stanziali, altri di passaggio durante le mwa28migrazioni.cite-ref-71[70]
Società
Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere
Al 31 dicembre 2023 gli stranieri residenti erano mwa301 694, pari all'11,21% della popolazione.cite-ref-73[72]
Cultura
Musei
Museo del pomodoro
Collocato al piano terreno dell'ala ovest della mwa4sCorte di Giarola, il percorso espositivo è suddiviso in sette sezioni dedicate alla storia del processo di lavorazione del mwa4wpomodoro.cite-ref-74[73]
Museo della pasta
Collocato al primo piano dell'ala ovest della mwa5qCorte di Giarola, il percorso espositivo è suddiviso in sei sezioni dedicate al mwa5ugrano e alla storia del processo di mwa5yproduzione della pasta.cite-ref-75[74]
Museo Ettore Guatelli
Collocato all'interno del podere Bellafoglia di mwa6iOzzano Taro, il museo espone una ricchissima collezione di oggetti di uso quotidiano utilizzati dalle famiglie contadine del mwa6mParmense fino agli inizi del mwa6qXX secolo.cite-ref-76[75]
Economia
Il comune divenne sede già alla fine del mwa6sXIX secolo di numerose industrie appartenenti al settore agro-alimentare, favorite dalla creazione della mwa6wferrovia Pontremolese, attiva tra Parma e Collecchio dal 1882; mentre molte delle più piccole furono successivamente chiuse, sono ancora presenti nel territorio, oltre ad altre di dimensioni più modeste, la mwa60Parmalat e la Rodolfi Mansueto S.p.A.cite-ref-77[76]
Letteratura
Presso la mwa7qstazione di Collecchio è ambientato il mwa7uracconto mwa7ynoir mwa7cmwa7gUn treno per l'inferno di mwa7kGiorgio Scerbanenco.cite-ref-78[77]
Cinema
A Collecchio, presso mwa8aVilla Paveri Fontana, sono state girate all'inizio degli anni Sessanta alcune scene del film mwa8emwa8iLa parmigiana di mwa8mAntonio Pietrangeli.cite-ref-79[78]
La frazione di mwa8kOzzano Taro ha ospitato alcune delle scene del film mwa8omwa8sFai bei sogni di mwa8wMarco Bellocchio. Il regista piacentino ha deciso di ambientare nelle colline ozzanesi (nello specifico presso l'azienda vinicola Monte delle Vigne) la sequenza della festa di Elisa (mwa80Bérénice Bejo).cite-ref-80[79]
Musica
Sulle rive del Lago della Svizzera nei mwa9qBoschi di Carrega è stato girato il videoclip musicale di mwa9uPersi nel telefono, canzone del gruppo indipendente italiano mwa9yTre allegri ragazzi morti (alla quale ha anche partecipato mwa9cJovanotti). Il video è stato realizzato dal regista parmense mwa9gStefano Poletti con una particolare strumentazione che permette di catturare a 360° tutta la scena ripresa.cite-ref-81[80]
Infrastrutture e trasporti
La città è attraversata da nord-est a sud-ovest dalla mwa98strada statale 62 della Cisa e dalla mwa-alinea ferroviaria Pontremolese, che serve il paese grazie alla mwa-estazione posta a margine del centro.cite-ref-marcheselli-104-7-5[7]
Tra il 1910 e il 1954 Collecchio fu servita dalle tranvie mwa-cParma-Fornovo e mwa-gParma-Marzolara; quest'ultima si diramava dalla prima in località Stradella.
Amministrazione
Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.
Sindaci eletti dal Consiglio Comunale
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 24 ottobre 1985 | 27 giugno 1990 | Claudio Magnani | Partito Socialista Italiano | Sindaco | [ 81 ] |
| 9 luglio 1990 | 24 aprile 1995 | Walter Civetta | Partito Socialista Italiano | Sindaco | [ 81 ] |
Sindaci eletti direttamente dai cittadini
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 24 aprile 1995 | 14 giugno 1999 | Alfredo Peri | Partito Democratico della Sinistra - Democratici di Sinistra | Sindaco | [ 81 ] |
| 14 giugno 1999 | 14 giugno 2004 | Giuseppe Romanini | Democratici di Sinistra | Sindaco | [ 81 ] |
| 14 giugno 2004 | 8 giugno 2009 | Giuseppe Romanini | Democratici di Sinistra - Partito Democratico | Sindaco | [ 81 ] |
| 8 giugno 2009 | 26 maggio 2014 | Paolo Bianchi | lista civica di centro-sinistra sostenuta dal Partito Democratico | Sindaco | [ 81 ] |
| 26 maggio 2014 | 27 maggio 2019 | Paolo Bianchi | lista civica : Collecchio democratica, sostenuta dal Partito Democratico | Sindaco | [ 81 ] |
| 27 maggio 2019 | in carica | Maristella Galli | lista civica : Collecchio insieme | Sindaco | [ 81 ] |
Gemellaggi
Sport
Baseball
Il mwbb4Collecchio Baseball Club è una società polivalente (mwbb8baseball e mwbcasoftball) iscritta nei mwbcecampionati mwbcifederali dal 1974;cite-ref-83[82] la sezione baseball milita in mwbccSerie A1 e la sezione softball in mwbcgSerie A1; la società utilizza l'impianto sportivo "Giannino Zinelli", che comprende un campo da baseball, uno da softball e uno per gli allenamenti, oltre alla palestra e alla Club House.cite-ref-84[83]
Calcio
La principale squadra di calcio di Collecchio è l'"A.S.D. Polisportiva Il Cervo"; la prima squadra milita nel girone B mwbc8emiliano-romagnolo di prima categoria.cite-ref-85[84]
A Collecchio ha sede dal 1996 il "Villaggio Crociato", centro sportivo del mwbduParma Calcio.cite-ref-86[85]
Ciclismo
A Collecchio si svolgono annualmente due prove per ciclisti della categoria Elite/Under-23, la mwbdwCoppa Collecchio (prima edizione nel 1929) e il mwbd0Trofeo Edil C (prima edizione nel 1997), entrambe organizzate dal G.S. Virtus Collecchio.cite-ref-87[86]
Note
Esplicative
cite-note-12N 1. ↑ Si tratta di una pergamena conservata all'mwbekArchivio di Stato di Parma. Vedi mwbeomwbesmwbewNuova città di Collecchio, su mwbe0urbanistica.unipr.it. mwbe4URL consultato il 22 gennaio 2017.
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Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su comune.collecchio.pr.it.
• citerefsapere-itCollécchio, su sapere.it, De Agostini.